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Convegno: Diritti Negati

DIRITTI NEGATI

(le foto allegate sono di Marco Antonio Baldassari, pagina facebook, “Foto di Marco”).

Mercoledì 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si è tenuto, presso l’Aula Magna di Palazzo di Giustizia, il Convegno “Diritti Negati, i Diritti della Persona nelle Leggi e nel Costume all’alba del terzo Millenio“, a cui Cammini di Salute ha partecipato, trattando delle mutilazioni genitali femminili.
Il Convegno, organizzato dallo I.O.V.V. (International Observatory for Victims of Violence), accreditato dall’Ordine degli Avvocati, ha visto la partecipazione di autorevoli Relatori, numerose Autorità e di oltre 300 iscritti.
L’intervento di Cammini di Salute, previsto nella seconda parte della I sessione, è stato preceduto da quelli di Pietro Forno, Procuratore della Repubblica di Milano (f.f.), Armando Spataro (Procuratore della Repubblica di Torino), e seguito da quello di Michela Malerba (Segretaria del Consiglio dell’Ordine Avvocati di Torino).
L’argomento “mutilazioni genitali femminili” non è da considerarsi semplice o di nicchia: non solo perché coinvolge al mondo 140 milioni di donne, 3 milioni di bambine ogni anno, in luoghi dove è radicato da secoli (le prime citazioni sono di Erodoto nel V secolo a. C.) ma anche perché fa parte di questo momento storico fortemente connotato, almeno in Europa, da grandi pressioni migratorie, non sempre motivate da ragioni economiche, ma da pure esigenze di sopravvivenza. Una particolare attenzione, da parte del personale sanitario o dagli assistenti sociali, dovrebbe essere riservata alle donne provenienti dai Paesi maggiormente a rischio (ad esempio Somalia, Eritrea, Sudan, ma non solo), specie in occasione di particolari momenti della loro vita, come la gravidanza, o alle loro figlie, specialmente se in età giovane per ragioni varie (ad esempio una “vacanza”) seguono i genitori in queste aree, dove il fenomeno è abituale.
Le mutilazioni, descrivibili per gravità in quattro stadi, possono essere causa di traumi psichici o danni fisici cronici e acuti, talora causa di morte della donna, sterilità, morte del feto.
Vanno inoltre sfatate alcuni pregiudizi, come l’influenza di credi religiosi. Ciò che prevale sono le culture locali e, là dove fortemente radicate, sia fra le donne cristiane sia fra le musulmane, si raggiungono prevalenze superiori al 90%.

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Medico, Presidente dell’Associazione Cammini di Salute.

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