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I – Cammini di Salute: una strategia sistemica

La nostra mission

Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio… Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri. (A. Hepburn).

Affrontare le grandi problematiche delle fragilità individuali, le situazioni di vulnerabilità fisica, psichica, ambientale e socio-relazionale, con un particolare riguardo a quel fenomeno oggi epocale, l’immigrazione forzata, “da fuga”, destinata a caratterizzare il primo secolo di questo nostro millennio: ecco la principale mission di Cammini di Salute.

La nostra vision

È semplice rendere le cose complicate, ma è complicato renderle semplici. (A. Bloch, Legge di Mayer).

Quella della promozione attiva della Salute e del rafforzamento delle risorse personali e sociali, in una dimensione “di prossimità”, accessibilità, universalità in cui la complessità dell’io personale e dei suoi rapporti con l’ambiente di vita e la collettività viene risolta nella semplicità attraverso la partecipazione, ma questo ottenuto seguendo procedure non casuali, non improvvisate, né continuamente reinventate.

La nostra strategia

La medicina è la scienza dell’incertezza e l’arte della probabilità (W. Osler).

A fronte di fenomeni complessi occorre adottare risposte complesse. Se bene si opera, la complessità risolta produce risultati semplici, efficaci, appropriati, coerenti con il sistema nel suo insieme, composto di situazioni emergenti, eventi non sempre prevedibili, ma comunque sempre collocati in un rapporto di adattabilità dinamica con l’insieme delle relazioni e dei contesti.

È proprio quando si pensa che tutto sia finito, che in realtà tutto comincia (D. Pennac).

Per dirla in modo semplice. Noi ci prendiamo cura delle Persone per come sono, per dove vivono, per con chi vivono. Per i loro ricordi, le loro nostalgie, le loro speranze. Ogni vissuto individuale e sociale deve rappresentare comunque un punto di partenza, una risorsa e non una povertà, un incentivo e non una commiserazione, da cui iniziare per co-costruire il presente e disegnare il futuro. E questo tanto più vale qualora si sia in presenza di ferite da sanare, di memorie da superare, di rimpianti da riscrivere. Ecco perché con “Cammini di Salute” abbiamo scelto un’idea di salute non ferma, ma dinamica, non unica ma molteplice, perché la persona è sempre una, ma tante sono le sue strade possibili.