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Incontro al Maria Ausiliatrice

Il 18 Maggio non è stato un mercoledì come gli altri per le classi 4B del liceo Linguistico e la 5A del liceo delle Scienze Umane del Liceo Maria Ausiliatrice.

La mattinata di scuola che è stata loro offerta è stata diversa rispetto al solito: anziché seguire le materie abituali, i giovani studenti hanno avuto la possibilità di rivolgere le proprie attenzioni ad argomenti di estrema attualità, non sempre trattati dai programmi scolastici ordinari.

Integrazione, terrorismo, conflitti asimmetrici, guerra nell’era della globalizzazione e migrazioni; sono questi i punti principali illustrati da Rosanna Vai e Daniela Cesa, istruttrici DIU (Diritto Internazionale Umanitario) della Croce Rossa Italiana, e Giuseppe Vernero, educatore, esperto di integrazione rappresentante di Cammini di Salute.

L’avanzare dello Stato Islamico e la proliferazione di gruppi terroristici, la brutalità degli attacchi, la violenza di certe immagini non devono farci dimenticare chi siamo e non devono farci dimenticare i secoli di storia che abbiamo vissuto e che ci hanno portato dove siamo oggi.

L’incontro si è aperto con gli interventi della Croce Rossa, che già dopo i primi minuti aveva ben reso l’idea che la guerra non è più un contesto deregolamentato in cui ogni azione è concessa. Anche la guerra deve sottostare a regole chiare presenti nel Diritto Internazionale Umanitario, nelle convenzioni di Ginevra, e in altri casi nel diritto Consuetudinario. Chi è estraneo al conflitto non deve esserne implicato, i prigionieri e i feriti vanno rispettati e protetti.

Ma come si pone la Sharia (legge islamica) in un contesto internazionale? Spesso la legge coranica asseconda quella formalizzata dal Diritto Internazionale. Talvolta frange più estreme ne rifiutano invece del tutto i concetti espressi, come avviene in Nigeria, dove la minaccia di Boko Haram terrorizza un’intera popolazione, o in Somalia, dove ad agire è Al Shabaab.

Succede anche che alcune persone partano dai nostri aeroporti per andare a ricongiungersi con le forze del califfato o con altri gruppi Islamici. Sono in cosiddetti Foreign Fighters, ovvero “combattenti” che si uniscono a forze straniere per combattere una guerra comune, senza scopi mercenari. Sono tendenzialmente immigrati di seconda generazione, i cui padri sono magari fuggiti dagli stessi che riescono poi a convincere i loro figli ad imbracciare le armi. I reclutatori si muovono nel web e fanno leva sui disagi dei più giovani, reclutando specialmente i ragazzi emarginati delle periferie degradate di grandi città, esclusi, abbandonati e delusi.

Beppe Vernero, esperto di accoglienza e integrazione, ha spiegato che un sistema d’accoglienza non efficace rischia di produrre potenziali sacche di malcontento. Ha esaminato con i ragazzi l’iter di un richiedente asilo che sbarca sulle nostre coste o che giunge ai nostri confini. L’Europa non da una risposta univoca alla questione delle immigrazioni, i vari stati hanno adottato sistemi di accoglienza profondamente diversi gli uni dagli altri. Ognuno ha i suoi pregi e i suoi limiti. All’interno del nostro stesso paese ci sono realtà molto efficienti e funzionali e realtà che invece andrebbero riviste totalmente.

Si parla tanto di Immigrazione, ma spesso lo si fa male, in modo superficiale o con chiari fini propagandistici. Al di là di ogni schieramento politico o ideologico, Beppe ha scattato una fotografia estremamente oggettiva della situazione Italiana e Piemontese.

Una buona accoglienza può diminuire notevolmente il numero di nuove reclute per una guerra santa, che di santo ha poco e che viene condannata dagli stessi Musulmani.

Per concludere citiamo Daniela Cesa che, nel suo intervento, ha ricordato una frase di M. L. King: “dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti.”, con cui non possiamo che essere concordi e per cui non possiamo che continuare a sperare in un futuro migliore.

 

Operatore, studente presso liceo delle scienze umane a Torino, volontario di croce rossa

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