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SANDAY: Sport sinonimo d’integrazione

 

Si è concluso da pochi giorni Sanday ed è ora di tirare le somme.
L’organizzazione di eventi non è mai cosa semplice e il dover sempre confrontarsi con quelle che in economia vengono definite “risorse scarse” (situazione che noi troviamo più realistico chiamare “assenza cronica di denaro”) certo non facilita le cose.
Se aggiungiamo che è stato il team dei ragazzi ad occuparsi dell’evento, non si fanno passi avanti: l’Università prende energie e tempo (tantissimo, oserei dire), e ci può sempre essere un po’ di imbarazzo e inesperienza nel trattare con le Istituzioni per ottenere i permessi e il materiale del caso, quando si hanno diciannove o vent’anni.

O forse no.

Forse abbiamo assistito a dei ragazzi organizzati e determinati, un gruppo ormai solido e mediamente temprato dalle esperienze comuni, siano state esse allo sportello Nelson Mandela, nello studio medico di via Lemie, al Convitto Umberto I, al Maria Ausiliatrice.
Non nascondo come siano occorse divergenze e piccoli diverbi che personalmente definirei “di routine”. Del resto siamo esseri pensanti (estremamente pensanti) e non lo nascondiamo l’uno all’altro, proponendo continuamente alternative ai piani avanzati da altri compagni.
Compagni che i propri piani intendono difenderli fino all’ultimo respiro, creando un clima da Game of Thrones da fare invidia alla serie originale e anche ai libri.
Ma da questo confronto continuo nascono i progetti e credo dunque che di scontro ce ne sia bisogno, e molto. L’accordo perpetuo lo si lasci a chi di idee non ne ha mai.

Allora, come si è svolta questa benedetta giornata?
Benedetta lo era di sicuro, si è tenuta infatti all’interno della parrocchia Santa Maria Goretti di via Sostegno 50.
C’era gente ad organizzare la giornata già dalle sette del mattino (Riccardo Chiara, per citarne uno a caso), altri, come me, sono arrivati alle nove, comunque in condizioni poco invidiabili per aver passato un sabato notte turbolento; ragion per la quale sono stato relegato in cucina, nascosto ad occhi indiscreti, longa manus presente però dietro ogni piatto servito.
Perché a dispetto del nome, Sanday si è tenuto di domenica. Se la semantica non mi avesse giocato contro e tutto si fosse svolto di sabato, certamente sarei stato un figurino. Ma ormai è andata.

Essenzialmente questo è stato lo svolgimento della giornata: arrivo alle 11:30 dell’Assessore Enzo Lavolta e del Presidente della Circoscrizione 4 Claudio Cerrato. Ore 12 accoglienza dei partecipanti e discorso introduttivo di Don Nino Olivero, del Presidente di Cammini di Salute Enrico Chiara, della Presidente di NEMO Paola Palmieri e dell’Assessore Lavolta e del Presidente Cerrato.
Ore 12:30 inizio del torneo di calcio, cinque squadre a contendersi il primo posto (ma una coppa alla fine se la sono meritata tutti quanti) e un arbitro AIA ufficiale e d’eccezione, Matteo Turchetti, a controllare, severo ma giusto, il corretto svolgimento delle partite, aiutato dal puntuale referto tenuto da Francesco Bombaci, operatore CdS.
Per chi non stesse giocando o non volesse assistere sono stati allestiti due percorsi tematici sull’immigrazione e la cultura dei “nostri” migranti all’interno della struttura parrocchiale, a cura rispettivamente di CdS e di NEMO.

Il pranzo si è svolto a turni, seguendo l’ordine e le tempistiche delle partite.
Dalla piccola cucina sono usciti circa trecento piatti, tra primi, secondi e contorni, senza contare i piatti aggiuntivi serviti direttamente in sala dagli operatori di NEMO.

Nel pomeriggio sono continuate le partite e le presentazioni, compresa misurazione della pressione da parte di due medici operatori di Cds, Elisa Talamo e Charlott Roihl.
La giornata di Sport e Salute si è conclusa con le premiazioni delle squadre, che hanno visto un podio tutto africano e conseguenti coloriti festeggiamenti, subito immortalati dai nostri fotografi Lodovico Ambrois e Umberto Pepato.

 

Impressioni sostanzialmente positive, dunque, per un evento che può solo migliorare e che (attenzione spoiler) potrebbe essere affiancato da una alternativa serata musicale. Perché in Cammini di Salute non ci facciamo mancare nulla e così come nessun essere umano per noi deve subire esclusione ed emarginazione, così nemmeno le giornate di promozione sociale possono contemplare solo alcuni aspetti e gusti della vita e dell’intrattenimento.

Approfitto della chiusura per infastidirvi con l’ultima tornata di ringraziamenti.
Quindi grazie ancora a tutti i ragazzi e agli operatori, grazie al nostro Presidente che ci accompagna sempre nei nostri tentativi.
Grazie a NEMO per il supporto e la professionalità: che questa possa essere la prima di tante fruttuose collaborazioni.
Grazie ad Enzo Lavolta e Claudio Cerrato, che hanno portato la politica un po’ più vicina alla realtà sociale del cittadino.
Grazie a Don Nino Olivero e alla parrocchia, per averci messo a disposizione gli spazi necessari.
Grazie a Bartolomeo Giachino ed Ornella Ambrois per la loro presenza, a Sandra Buccellato, Cristina Bortignoni e Camilla Zulianello per averci dato una mano senza mai lamentarsi.
Ultime ma non ultime, vorrei ringraziare le tre splendide ragazze in cucina, che dal mattino al pomeriggio hanno cucinato senza mai fermarsi per torme di giocatori affamati ma che, timide, non hanno voluto comparire mai per prendersi i dovuti ringraziamenti. E allora quest’ultimo saluto a Hamdi, Fatima e Nurhan.

Operatore, studente presso la Facoltá di Giurisprudenza di Torino

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