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Sportello Nelson Mandela

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Foto di Lodovico Ambrois

Il Movimento Migranti e Rifugiati, durante l’assemblea tenutasi sabato 10 ottobre presso la sede del sindacato USB di Torino, in presenza del Responsabile sig. Kone Brah Hema, ha rinnovato il suo impegno per la gestione dello sportello “Nelson Mandela”: luogo di incontro, informazione, azione, dall’aiuto alla residenzialità, alla richiesta di accoglienza, all’assistenza legale, alle garanzie e tutela sul lavoro, ai ricongiungimenti familiari, a quella sanitaria.

Erano ospiti una delegazione della nostra Associazione e il nostro Presidente, dott. Enrico Chiara, il quale ha ricordato l’importanza di una sanità che fa salute, non isolandosi nel solo sapere professionale, ma scendendo in strada, andando sul posto, accompagnando e promuovendo tutti gli aspetti della cura, dall’accoglienza al farsi carico, dando concretezza all’esigibilità di un diritto. Con la sua presenza Cammini di Salute si augura di poter offrire un valore aggiunto ad uno sportello che di valore ne ha, di suo, già molto.

Si è parlato anche di diritti e di doveri, l’importanza di dover conquistare i primi, quando violati, e di adempiere ai secondi, in un’ottica di pacifica e positiva integrazione nel rispetto di tutti e grazie al dialogo con le istituzioni e con i cittadini.

Il dottor Chiara ha inoltre evidenziato come il Movimento sia l’unica vera realtà che di fatto rappresenti in modo universale un luogo “di rifugiati per i rifugiati”, e non trovi ragione del proprio esistere, a differenza di alcuni altri gruppi presenti nelle situazioni “occupate”, nella precarietà che i rifugiati oggi si trovano a dover vivere. Per paradosso, la fine delle difficoltà che molti rifugiati oggi subiscono, finirebbe col compromettere l’identità storica e ideologica in cui alcuni movimenti oggi trovano la loro principale radice costitutiva. Non così è per il Movimento Migranti e Rifugiati, per cui il futuro è una scommessa di emancipazione concreta, un’esigenza di crescita, una prospettiva di vita. Per cui la rivendicazione e la protesta non sono un pretesto di diffusione del conflitto, ma sempre e comunque costruzione di opportunità.

“Noi vogliamo parlare con gli italiani, per raccontare di un mondo multietnico, dove non c’è colore della pelle, dove i diritti di tutti vengono rispettati, un mondo di giustizia […]. Siamo stati costretti a venire qui, fuggendo alle guerre e alle persecuzioni. Chiesto protezione e asilo. E siamo qui per lavorare: non siamo venuti qui per rubare. Siamo giovani, siamo forti, possiamo lavorare! […]. Io sono convinto che noi dovremmo poter vivere nel nostro paese! Costruirci il nostro continente e vivere in Pace!. Ma sappiamo che non è per noi possibile, ed allora è qui, nell’Europa che ci ha accolto, che dobbiamo costruire nella pace la nostra casa!”

ha detto Patrick Konde della Coalizione Internazionale Sans-papiers e sindacato USB. Parole di apertura che manifestano la volontà di andare oltre le difficoltà e le diversità, per riuscire a trovare una soluzione comune.

 

 

Operatore, studente presso liceo delle scienze umane a Torino, volontario di croce rossa

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