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II – L’organizzazione: da gruppo a sistema

VERSO IL 2017, LA SFIDA SISTEMICA DI CAMMINI DI SALUTE
DA GRUPPO ORGANIZZATO A SISTEMA ORGANIZZATIVO

“Il metodo non può che costituirsi nella ricerca. Qui bisogna accettare di camminare senza sentiero, di tracciare il sentiero nel cammino.”
(E. Morin).

Se il trend di sviluppo dell’attività associativa proseguirà invariato Cammini di Salute dovrà presto cambiar pelle.
Iniziata l’attività in modo pionieristico e seguendo gli eventi, ma mai dimenticandoci di aver voluto costruire un’organizzazione, siamo oggi sulla soglia di nuovi interessi, nuove emozioni, nuove suggestioni e, conseguentemente, nuovi obiettivi.
Incominciamo ad aver competenze e numeri sufficienti. Abbiamo accumulato esperienza (ci stiamo avvicinando alle 700 accoglienze di soli richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale) per un totale di 3.500 interventi dal dicembre 2013. Abbiamo potenziato i nostri strumenti. Abbiamo imparato a gestire conoscenza, bilanci, fatto rete.
Non abbiamo mai deflesso dalle nostre premesse metodologiche. Primo: riferimento alla Salute nella sua complessità, fisica, psichica, sociale, relazionale, culturale, economica, produttiva. Secondo: riconoscimento nel Sistema di Cure Primarie il giusto ambito secondo e per cui operare. Terzo: usare le metodologie organizzative più idonee ad affrontare la complessità: organizzazione come organismo, circolarità continua, dar vita a flussi organizzativi sincronici e non solo diacronici (organizzazione olografica), adattabilità, flessibilità. Quarto: valorizzare la conoscenza. Quinto: ricercare processualmente la semplificazione, eliminando gli sprechi, facendo a meno delle risorse inutili (lean organisation).

“I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere.”.
(Sun Tzu).

Stiamo crescendo come una “task force” tecnica, senza invadere altrui ambiti, ma fortemente sostenendo i nostri. Vogliamo crescere. Diffonderci. Esportarci. Per questo stiamo per iniziare una campagna di informazione diffusa, puntando soprattutto sui giovani, ma senza non ricordarci che il nuovo non può prescindere dall’esperienza del vecchio. Per non ripetere vie già percorse, errori già commessi, repliche di tentativi falliti. Perché la capacità di semplificare richiede l’esperienza del tempo.
Essere sistema ed agire sistematicamente per noi non è un’enunciazione teoretica, ma un’applicazione pratica, fondata sulla conoscenza della metodologia più adatta ad affrontare la variabilità caotica. Mente e corpo non sono per noi realtà duali, come non lo sono l’essere individuo e l’essere comunità o società, o relazione. Il legame io-altro, associazione-rete, è sempre effettivo, sempre agente, sempre reciprocamente e mutuamente creativo.
Tre gli ingredienti della nostra ricetta:
1. creare il futuro > aiutare il cambiamento
2. lavorare per le opportunità > creare nuovi mondi (e non solo modificare i vecchi)
3. ricercare sensi e significati > dar senso e significato a strutture, relazioni, contesti, persone.
Ricercare creativamente con un lavoro continuo e un continuo percepirsi nelle emozioni, affetti, anime, cuori.
Se qualche lettore di forte braccio, impavido cuore e salda mente vuole seguirci ed aiutarci, è il benvenuto. Diversamente il tempo è poco, il lavoro tanto, il futuro immenso: la vita riserva sicuramente per gli altri soluzioni più comode.

“La scienza è un’impresa essenzialmente anarchica: l’anarchismo teorico e umanitario è più aperto a incoraggiare il progresso che non le sue alternative fondate sulla legge e sull’ordine.” (Contro il metodo), (Paul Feyerabend).